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CESQA ha guidato Sappada ad essere prima “Comunità sostenibile” certificata in Italia.
Sappada

CESQA ha guidato Sappada ad essere prima “Comunità sostenibile” certificata in Italia.

Il Comune di Sappada ha ottenuto la prima certificazione in Italia secondo il nuovo standard internazionale ISO 37101:2016 “Gestione Sostenibile delle Comunità” grazie al supporto del Centro Studi Qualità e Ambiente dell’Università di Padova.

Sappada è un piccolo comune incastonato nelle Dolomiti orientali, tra Carnia e Cadore, al confine con l’Austria. Da poco passato dalla Regione del Veneto alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è un comune che da sempre punta sullo sviluppo sostenibile della propria realtà territoriale.

Così ha scelto di adottare un sistema per la Gestione Sostenibile della propria comunità, studiato in collaborazione con l’Università di Padova e certificato – per la prima volta in Italia – secondo l’innovativo standard internazionale di riferimento.

La norma ISO 37101:2016 “Gestione Sostenibile delle Comunità” è destinata proprio a valorizzare la sostenibilità delle comunità territoriali dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

Vengono verificati 6 Propositi di sostenibilità (“Attrattività”, “Preservazione e miglioramento dell’ambiente”, “Resilienza”, “Utilizzo responsabile delle risorse”, “Coesione Sociale” e “Benessere”) e di 12 Fattori di sostenibilità (“Governance”, “Poteri, impegno”, “Istruzione e capacity building”, “Innovazione, creatività, ricerca”, “Assistenza sanitaria nella Comunità”, “Cultura e identità”, “Vita assieme e mutualità”, “Economia, produzione e consumo sostenibili”, “Ambiente di vita e di lavoro”, “Sicurezza”, “Infrastrutture”, “Mobilità”, “Biodiversità e servizi ecosistemici”).

Come si comprende, il sistema impone una visione complessiva, sulla sostenibilità di una comunità rispetto a tutti i suoi aspetti, ad esempio nel caso di Sappada non solo limitati alla tutela dell’eccezionale patrimonio naturale, ma anche legati alla necessità di creare condizioni armoniche di sviluppo sociale della comunità locale.

CESQA, il Centro Studi Qualità e Ambiente, dell’Università di Padova, diretto dal prof. Antonio Scipioni, ha dedicato al progetto due ricercatrici, l’ing. Sara Toniolo e la dott.sa Chiara Pieretto, che hanno lavorato in dettaglio per analizzare il contesto di partenza, confrontarsi con la realtà ambientale, economica e sociale del territorio, verificare obiettivi, rischi ed opportunità. Hanno creato il Sistema di Gestione necessario per determinare e mantenere nel tempo lo sviluppo di Sappada conforme allo standard ISO 37101:2016.

Così la “Gestione Sostenibile” di Sappada, primo esempio in Italia, è stata certificata da parte dell’ente CSQA Certificazioni. Secondo la metodologia comune a tutti gli standard per i sistemi di gestione, la normativa prevede un percorso di miglioramento continuo, cioè con obiettivi progressivi e verifiche periodiche, da parte degli enti terzi accreditati per confermare nel tempo la sostenibilità della comunità.

A proposito di questo progetto pilota, il prof. Scipioni osserva che “la sostenibilità, più che una scelta sta diventando un impegno etico di tutte le amministrazioni, per assicurare il benessere delle Comunità locali”.

Sappada, come molti altri comuni italiani, aveva già ottenuto molti attestati o premi, che si sono diffusi in questi anni per dimostrare impegno e risultati in diversi aspetti della salvaguardia soprattutto ambientale.

Ma certamente il Comune di Sappada dimostra ora di essere il primo ad aver creduto nella validità del metodo scientifico, studiato in ambito accademico da parte di un prestigioso centro di ricerca applicata, per raggiungere la conformità a rigorosi standard internazionali, con tutta la garanzia determinata da una certificazione ufficiale, ottenuta da parte di un ente indipendente accreditato.

Ancora una volta CESQA, forte della sua esperienza e della capacità di raccogliere sfide innovative, ha saputo far da “guida alpina” a Sappada nell’ambizioso progetto di aprire una nuova via, (“via attrezzata”, si intende) per consentire di raggiungere una “vetta finora inviolata”.